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Imprenditori veri

Imprenditori

VIVA GLI IMPRENDITORI VERI!
Una specie in estinzione?
Concetti sempre attuali e che condividiamo di Costantino Barbavara, estratti dall' editoriale pubblicato da OLEODINAMICA PNEUMATICA LUBRIFICAZIONE, rivista di riferimento del settore, numero di DICEMBRE 2003.

Chi sono i veri imprenditori?

Sono quelli che hanno idee e coraggio di intraprendere, sinergizzando mezzi finanziari, le conoscenze di prodotto, di marketing, di modi di produrre e sanno pianificare e organizzare creando ricchezza concreta e non solo numeraria sulla carta.
La laurea non è necessaria, ma la tempra e la consapevolezza del proprio compito sociale sì.
I veri imprenditori sono uomini aristocratici nel vero senso della parola greca composta da aristos, il migliore
+ kratèo, comandare, che trasformano direttamente o indirettamente, le risorse infinite di questo mondo in ricchezza fruibile, qui e ora, creano lavoro, che non è solo fatica ma modo per la realizzazione di sè. I veri imprenditori svolgono laicamente un compito religioso, sono orgogliosi di questa loro funzione sociale, specialmente nelle piccole e medie imprese, dove ognuno sa chi è chi.
Adriano Olivetti
è stato un esempio indimenticato e non certo utopico, di un vero imprenditore aristocratico, anche socialmente impegnato, un santo laico, che è riuscito a creare un'impresa-fucina di uomini di manager e di prodotti innovativi.
Massimo (acciari, barbuto filosofo dagli occhi lampeggianti e acuto osservatore, ha detto recentemente in un dibattito sul confronto etico tra le imprese «tradizionali» e le imprese «finanziarizzate» che sembra esserci una discontinuità tra i valori, del capitalismo, appunto, «tradizionale» e
i valori del capitalismo finanziario. Quest'ultimo oltre che essere gestito in modo antiumano è criminalmente utopico in quanto cerca di far credere a milioni di risparmiatori di poter creare denaro dallo stesso denaro. Non funziona, come il moto perpetuo.

Le piccole e medie imprese sostengono la ricchezza
Infine, mi sembra doveroso ricordare che proprio le imprese piccole e medie, nel loro insieme costituiscono oltre il 98% della produzione industriale, ma i loro successi non fanno notizia.
I nostri giornali preferiscono enfatizzare soprattutto le cattive notizie e fra queste gli insuccessi, gli scandali e le beghe dei Big, delle grandi Holding con sedi nei paradisi fiscali, delle Banche, delle Finanziarie. Pagherei il doppio giornali con buone notizie fra cui storie di successi imprenditoriali anche di piccole e medie imprese, così impareremmo dai bravi e non dalle cattive compagnie. Vero è che si «confessano» solo i peccati e non le buone azioni, forse sarebbe il caso di ribaltare questo schema.

Per info: Edoardo Piacentini Via Trescore 32c 26020 Palazzo Pignano Cr Tel. 0373 982034 Fax 0373 938165 info@tecnopagine.it
 
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